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Attività e forma fisica di bambini e ragazzi - Studio MoMo
del Prof. Dr. Klaus Bös, in collaborazione con Annette Worth, Jennifer Oberger, Elke Opper, Natalie Romahn e Alexander Woll

Perché attività e forma fisica sono così importanti per bambini e ragazzi? I motivi sono principalmente tre:

1) attività e forma fisica sono in stretta relazione con il fenomeno salute-malattia; oggi come oggi, più di tre quarti della popolazione sono convinti dell’esistenza di questo nesso. Recenti ricerche indicano chiaramente che la carenza di movimento e forma fisica costituiscono uno dei principali fattori di rischio per l’insorgere di malattie. Guardando la cosa dal lato positivo, si può però dire anche che il movimento e l’efficienza fisica rappresentano eccellenti risorse per conservarsi in buona salute tutta la vita;

2) attività e forma fisica esplicano effetti “trasferibili” ad altri comparti; ad esempio, i bambini attivi sembra siano più equilibrati e meno aggressivi. Gli studi più recenti evidenziano anche collegamenti tra il movimento fisico e migliori prestazioni in fatto di concentrazione e apprendimento (“Il movimento supporta l’intelligenza.”) – un’affermazione supportata anche dai risultati della ricerca neurofisiologica di base;


3) le competenze motorie si manifestano molto precocemente e rimangono relativamente stabili per tutta la vita. Grazie a nostri studi a lungo termine siamo riusciti a comprovare in modo molto significativo la stabilità delle competenze motorie sia per la fascia d’età dai 10 ai 30 anni, sia per quella dai 35 ai 65 anni. E’ dunque opportuno promuovere attività ed esercizio fisico sin dai primi anni di vita, come da proverbio: “Cosa non si impara da piccoli si impara con difficoltà da grandi.
 
STATO DELLE RICERCHE SU ATTIVITA’ E FORMA FISICA
Quasi tutte le ricerche oggi disponibili pongono l’accento su un calo dell’attività e della forma fisica nelle ultime generazioni di bambini.
L’autore di una panoramica su 54 studi curati da 43 ricercatori in 20 Paesi afferma, nella sua sintesi conclusiva, che negli ultimi 20 anni l’efficienza fisica di bambini e ragazzi è calata di circa il 10%. Contemporaneamente, gli studi segnalano un aumento dei fattori di rischio (in particolare l’adiposità) e il manifestarsi già in età infantile di malattie tipiche della civilizzazione (ad es. le patologie del metabolismo).
Tutti questi reperti non possono tuttavia farci dimenticare che in Germania finora non esisteva alcuno studio rappresentativo della situazione nazionale. Questa lacuna viene ora colmata dall’indagine sanitaria nazionale dell’Istituto Robert Koch, nell’ambito della quale un team di ricerca dell’Università di Karlsruhe ha analizzato in modo rappresentativo l’attività e l’efficienza motoria di bambini e ragazzi.

Lo Studio MoMo – Campionamento e metodologia di ricerca
Nel contesto dello studio sono stati intervistati e testati 4529 bambini e ragazzi dai 4 ai 17 anni in 167 località della Germania - un campione rappresentativo della Repubblica Federale Tedesca. Nel sondaggio sulle attività fisico-sportive sono state esaminate sia le attività sportive scolastiche, associative e del tempo libero, che le attività fisiche quotidiane. I test sull’attività motoria hanno riguardato 11 prove nei settori della forza, della resistenza, del coordinamento e della mobilità, abbracciando in tal modo tutto lo spettro dell’efficienza motoria.

Studio MoMo – Qualche risultato in dettaglio
Per i bambini, lo sport è uno dei modi più importanti per occupare il tempo libero. Il 95% dei bambini e ragazzi intervistati afferma di “fare sport”. Se però analizziamo questo elevatissimo numero in maniera più differenziata quanto a qualità e quantità, il quadro positivo si ridimensiona. Solo il 22% dei bambini e ragazzi considerati pratica sport quotidianamente e, quel che è peggio, lo sforzo compiuto nell’esercizio dell’attività sportiva è minimo. Solo un bambino su cinque, praticando un’attività sportiva a scuola o nel tempo libero, si trova senza fiato o sudato, un fenomeno che interessa circa il 42% dei bambini e ragazzi che frequentano associazioni sportive. Questi ultimi rappresentano comunque appena il 58% del gruppo indagato (più maschi – 63% - che femmine – 52%). Gli sport più gettonati sono in età prescolare la ginnastica infantile, alle elementari il calcio per i maschi e ancora la ginnastica per le femmine (queste ultime si orienteranno maggiormente sulla danza nel ciclo scolastico secondario). La tendenza mostra un abbandono delle associazioni già a partire dai 12 anni; a quest’età il 69% dei ragazzi e il 52% delle ragazze sono ancora membri di associazioni sportive, mentre a 17 anni la percentuale scende al 45% dei ragazzi e al 35% delle ragazze.
Nel quadro degli sforzi concertati volti a promuovere un livello di attività fisica adeguato, molti organismi (tra cui ad es. l’OMS) hanno emanato specifiche direttive, nelle quali raccomandano a giovani e ragazzi di dedicare ogni giorno almeno 60 minuti a un’attività sportiva di intensità quanto meno moderata. Ma la direttiva dei “60 minuti di attività sportiva al giorno” è seguita da nemmeno un terzo dei bambini e ragazzi intervistati. La differenziazione per età e sesso indica che i maschi sono leggermente più attivi delle femmine, ma soprattutto che la pratica sportiva decresce considerevolmente con il progredire dell’età. Tra i 15-17enni, meno del 10% si attiene ancora alla direttiva sopra menzionata.
Efficienza motoria

I bambini riescono ancora rimanere in equilibrio camminando all’indietro?
Il criterio consisteva nel verificare se le persone sottoposte al test riuscivano a compiere, rimanendo in equilibrio, due passi all’indietro su un’asse d’equilibrio larga 3 cm.

Tabella: percentuale delle persone sottoposte a test che non riescono a camminare all’indietro rimanendo in equilibrio.
 
4-5
6-10
11-17
Totale
Maschi
86%
45%
22%
38%
Femmine
79%
38%
16%
32%
La tabella mostra che complessivamente il 38% dei ragazzi e il 32% delle ragazze non riesce a svolgere questo esercizio. Si notano poi evidenti differenze tra le varie fasce di età: circa l’80% dei bambini in età prescolare non riesce a svolgere questo compito, che risulta comunque difficile anche per i bambini delle scuole elementari (oltre il 40% di insuccessi); però i ragazzi del ciclo secondario non se la cavano tanto bene neanche loro: uno su cinque non riesce a fare due passi all’indietro su un’asse di equilibrio.
 
Quanto sono mobili bambini e ragazzi?

Tabella: percentuale delle persone sottoposte a test che piegando la schiena non riescono a toccare terra con le dita.
 
4-5
6-10
11-17
Totale
Maschi
40%
53%
57%
53%
Femmine
22%
34%
35%
33%
Il 43% dei bambini e ragazzi non riesce a toccare terra con le dita, senza differenze significative a seconda dell’età ma con notevoli differenze a seconda del sesso.

L’efficienza è cambiata?
Qui il criterio prevedeva di saltare da fermi una distanza pari alla propria altezza. I risultati registrati nel contesto dello Studio MoMo sono stati confrontati con quelli ottenuti da bambini e ragazzi della stessa età trent’anni prima. Dal confronto è emerso che le persone sottoposte a test oggi saltano distanze inferiori del 14% a quelle dei coetanei dell’epoca: trent’anni fa i ragazzi maschi compivano salti superiori del 14% alla loro altezza, le femmine del 9%, mentre oggi i maschi superano la loro altezza di appena il 4% e le ragazze rimangono del 7% al di sotto (v. fig. pag. 26).

A cosa serve lo Studio MoMo – Un bilancio
L’indagine MoMo sulle prestazioni motorie ha fornito i primi dati rappresentativi per la Germania sull’attività fisica e le prestazioni motorie di bambini e ragazzi. Sulla scorta di tali dati è stato innanzitutto possibile elaborare una linea-base che servirà da orientamento per tutti i futuri confronti. In secondo luogo, l’abbinamento dei dati sulla motricità con quelli sanitari permetterà di indagare più approfonditamente di quanto fosse possibile in passato le condizioni che governano la salute dei bambini. In terzo luogo, MoMo rappresenta un ausilio anche nella prassi, consentendo diagnosi più precise e in ultima analisi anche interventi sanitari migliori.
Dobbiamo promuovere in modo consapevole l’attività fisica se desideriamo per i nostri bambini e ragazzi una migliore qualità di vita ma anche, in un’ottica lungimirante, una salute più salda. 

Per ulteriori informazioni:
Prof. Dr. Klaus Bös
(Centro di ricerca sull’attività sportiva nelle scuole - FoSS)
Università di Karlsruhe
Kaiserstr. 12, 76128 Karlsruhe